Bed And Breakfast Villa Giuliana - Un angolo di relax nel cuore del Salentovai al testo |

Fino all'11 gennaio 2007 |
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38ma Stagione Lirica e Sinfonica Lecce |
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Strade Maestre 2006/2007 |
Teatro in tasca 2006/2007 |
Camerata Musicale Salentina
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Lecce 13 gennaio/19 maggio 2007 |
Stagione Teatrale 2006/2007 |
Novoli 12-18 gennaio 2007 |
TURISMO RURALE IN ITALIA: MERCATO IN CRESCITA
Si è svolta ieri, nell’ambito di Ecotur, la seconda edizione di “L’erba verde del mio vicino”,
Strategie per competere nel turismo. Si tratta di una serie di iniziative promosse dalla società Q110, Officina di Alta Formazione
per il Turismo e l’Innovazione, allo lo scopo di divulgare una cultura del territorio e sulla volontà di “fare sistema”.
Il focus del workshop è stato rivolto al tema del turismo rurale, una tipologia di prodotto in forte espansione. Secondo l’associazione
americana per la conservazione del patrimonio naturalistico del pianeta “Conservation International”, ogni anno, un turista su cinque
sceglie un viaggio-natura con un incremento che varia dal 10% al 30% secondo le aree geografiche. Si tratta di una vacanza all’insegna
dell’osservazione e dell’apprezzamento della natura e delle culture tradizionali. Tale motivazione non esaurisce però tutte
le ragioni che portano un turista a scegliere una vacanza natura. Come ha ricordato il dott.Franco Paloscia, esperto di Comunicazione
Turistica Pubblica, “più che di turismo rurale, si dovrebbe parlare di “turismi rurali”. La domanda è
diversificata è può trovare altrettante offerte variegate: il turismo ricreativo, il turismo attivo, il turismo rurale,
il turismo eno-gastronomico e quello educativo. È necessario sviluppare strategie di marketing del territorio che tengano conto
delle attese del cliente in termini di qualità dei servizi”. L’Italia, a differenza di altri Paesi non è riuscita
ancora a realizzare un coordinamento delle politiche del territorio a favore del turismo con il risultato di essere scesa al quinto posto
in termini di ospiti. Come ha ricordato Paolo Morelli, esperto di marketing strategico della Boston University, “l’Italia non
ha un’immagine forte eppure il nostro Paese ha un patrimonio culturale, storico e naturale unico al mondo. Le cause, sono varie: dalla
carenza di strumenti di pianificazione, alla frammentazione amministrativa che impedisce interventi a carattere sistemico”.
Un’eccezione sembra essere la regione Abruzzo. Tommaso Paolini,
docente di economia del turismo all’Università dell’Aquila, ha sottolineato le performance della Regione,
in controtendenza rispetto a quelle nazionali. Nel 2005, gli arrivi sono cresciuti dell’8,3%, mentre le presenze del 5,7%.
Nella provincia aquilana gli arrivi esteri hanno registrato un incremento del 5,3%, le presenze estere hanno subito un decremento del 5,8%.
Il peso della componente estera risulta quindi pari al 7,1%. Da qui la necessità di attuare
iniziative promozionali, pubblicitarie e di marketing verso paesi potenziali generatori di flussi. Bene anche gli arrivi e le presenze negli
alberghi, cresciute rispettivamente del 6,4% e del 4,7%. Per quanto riguarda le strutture ricettive complementari, gli arrivi sono aumentati
36,1% e le presenze del 16,4%.
il turismo rurale può rappresentare la carta vincente per le zone maggiormente svantaggiate e costituire uno sviluppo legato alle risorse interne e
alla capacità di ognuno di investire in un progetto competitivo che può rappresentare la chiave di ripresa del turismo italiano e dell’economia
nel suo complesso.
Alessandra Pace
estratto da www.turismoefinanza.it
Ecoturismo: presentato il IV Rapporto Ecotour
Oltre 76 miloni di presenze (di cui il 65% italiani e il 35% stranieri) e 8,14 miliardi di euro di fatturato.
Questi i dati salienti del turismo-natura emersi dal IV Rapporto Ecotour, presentato oggi a Pescara in concomitanza con
la terza Conferenza nazionale sul turismo.
Il turismo legato alla natura vive una stagione di forte crescita. Lo dimostrano le circa 800 mila unità in più
registrate nel 2005 e una crescita complessiva di fatturato del 12,7% rispetto allo scorso anno, laddove
l'incremento generale del turismo nazionale non ha superato il 2%.
“E’ la dimostrazione, - ha detto
in proposito Enzo Giammarino, presidente della Società “In Fiera srl”, promotrice del Rapporto, redatto
dall’Osservatorio Permanente costituito in ambito Ecotur -che la richiesta oggi predominante è quella di un turismo
fuori dagli schemi, non convenzionale, orientato verso paesi e zone rurali ad alto valore ambientale e paesaggistico,
lontane dalle grandi direttrici del traffico internazionale, dove il coinvolgimento della popolazione locale nella fornitura
di beni e servizi è sempre maggiore”.
Dal Rapporto emerge che la domanda individuale e quella intermediata
internazionale risultano influenzate dai parchi e dalla natura italiana. Ne è un esempio il mercato americano per il quale il
turismo-natura è parte assolutamente inscindibile dal pacchetto Italia, tanto che sono ben 34 i tour operator americani, tra
i più importanti, che trattano nei loro cataloghi il prodotto “Parchi e Natura” con un’offerta che interessa
praticamente tutte le regioni italiane.
T
ra le varie tipologie di turismo-natura, il Rapporto passa in esame, tra gli altri, il
birdwatching, il wolf houling, il leaf-watching, il trekking, l’ippoturismo, il cicloturismo, le greenway, nonché
l’agriturismo, i cui dati destano sempre più interesse. Il numero delle aziende agrituristiche autorizzate alla fine
del 2005 era pari a 14.719, con un incremento dell’8,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Gli arrivi
sono aumentati del 2,5%, ma soggiorni più brevi hanno portato ad una diminuzione del numero dei pernottamenti (-3,5%).
Il fatturato complessivo del settore è calato dell’1,6% rispetto al 2004 (806,2 milioni di euro).
Per quanto concerne
in generale la distribuzione dei turisti natura nelle strutture ricettive, gli alberghi e le pensioni rappresentano ancora
soluzione preferita (30,1% nel 2005), anche se in diminuzione rispetto agli anni precedenti (34,1% nel 2004, 42,3% nel 2003,
48,2% nel 2002). Seguono ad una certa distanza appartamenti/case private (21,6%), agriturismi (14,7%) B&B (11,5%), foresterie,
rifugi, bivacchi, ostelli, centri didattici, ecc. fanno registrare, tutti insieme, il 10,8, in aumento di quasi un punto rispetto al
valore fatto registrare nel 2004, i campeggi e i camper (5,7%).
Relativamente alle attività, l’escursionismo presenta
l’indice di gradimento più alto (35,9%), in diminuzione però rispetto al valore (42,5%) fatto registrare nel 2004.
Seguono quelle sportive (29,4%), con il trekking in cima alla lista delle preferenze, seguito dal mountain bike, il birdwatching,
lo sci, l’equitazione e il climbing. Tra le motivazioni che spingono i turisti a scegliere una vacanza a contatto con la
natura, dopo l’escursionismo e la pratica di attività sportive, troviamo il relax (11,7%), la riscoperta delle
antiche tradizioni (8,9%), l’enogastronomia (8,8%) e, infine, con il 5,3% la storia, la cultura, i musei naturalistici,
ecc.
Quanto alle fasce di età, il turista eco-ambientale appartiene alla classe di età “fino a 30 anni”
per il 42,8%, alla classe di età intermedia “30-60 anni” per il 40,2% e alla classe di età “over
60 anni” per il 17%. In riferimento al livello d’istruzione, il 25,1% è in possesso della laurea, il 45,3%
del diploma di scuola media superiore e il 29,6% del diploma di scuola media inferiore.
Circa il tempo di permanenza,
l’analisi mette in evidenza che il “senza pernottamento” costituisce la categoria temporale più
frequente, scelta dal 31,5% degli interpellati, ma in questo caso si deve parlare di escursionisti, che non vengono
rilevati nella quantificazione del dato economico, seguita da “un giorno” con il 28,8%, dal
“weekend” con il 15%, da “una settimana” con il 9,9%, dai “tre giorni” con il 9,2%,
dal “più di una settimana” con il 3,4% e da altre categorie con il 2,2%. L’analisi riferita alla
richiesta dei parchi, mette in evidenzia che le preferenze maggiori vanno, in ordine, al Parco Nazionale d’Abruzzo
e al Parco Nazionale del Gran Paradiso, i due parchi storici italiani, seguiti da quelli del Cilento, dei Monti Sibillini,
delle Cinque Terre, dello Stelvio, delle Dolomiti, del Gran Sasso, del Pollino, della Majella, del Gargano, del Circeo,
della Val Grande, della Sila e delle Foreste Casentinesi. Tra i Parchi Regionali, invece, ai primi posti troviamo quello
dell’Etna, delle Alpi Marittime e quello fluviale del Po.
Il Rapporto è stato illustrato dal Prof. Tommaso
Paolini, dell’Università dell’Aquila, coordinatore scientifico della ricerca, unitamente
all’Enit, all’Istat, alla Regione Abruzzo e alla Fondazione Abruzzo Europa “A. Spinelli”.
“Questo Rapporto - ha detto Giammarino, concludendo la presentazione - l’unico strutturato,
molto più articolato rispetto ai precedenti e con una sezione completamente nuova che riguarda la legislazione vigente
in materia, è un contributo alla comprensione delle metodologie per lo studio delle dinamiche che presiedono allo sviluppo
del nostro sistema turistico, è strumento di analisi, su base annuale, dei valori di questa forma di turismo, sempre più
scelta e praticata da milioni di cittadini, che contribuisce in maniera positiva a preservare, sostenere e sviluppare
l’economia delle destinazioni natura”.
Alessandro Scotti
estratto da www.turismoefinanza.it
28 aprile 2006
IV RAPPORTO SUL TURISMO NATURA: UN BUSINESS DA OLTRE 8 MILIARDI DI EURO
Nel 2005 le presenze ufficiali negli esercizi ricettivi nelle aree dei parchi sono state 76.393.105 ed hanno generato un fatturato
pari a 8,127 miliardi di euro (+9,9% rispetto al 2004). Questi dati, presentati oggi all’interno di Ecotur, rappresentano
solo un’anticipazione del 4° rapporto sull’ ecoturismo che verrà presentato a settembre in occasione della
3° Conferenza Nazionale sul Turismo. “Il rapporto, sempre più articolato rispetto all’edizione precedente
nasce, secondo il presidente Giammarino, con lo scopo dar vita ad un documento che allarghi il campo della ricerca e che definisca
i contorni del Turismo Natura e il suo peso nell’ambito di un sistema di primaria importanza per l’economia del nostro
Paese”.
Il documento,
consente di monitorare il numero dei visitatori che privilegiano una vacanza a stretto contatto con la natura, la loro spesa, il
fatturato globale, le provenienze, quali sono i parchi più visitati, quali i segmenti all’interno dell’ecoturismo
più in voga, ecc… Cresce notevolmente la consapevolezza e la partecipazione da parte del Turista Natura, un viaggiatore
consapevole orientato a vivere una dimensione da cittadino temporaneo della realtà che visita. La domanda si presenta sempre
più articolata, segmentata, esigente, capace di comprare attraverso Internet e attenta al rapporto qualità-prezzo.
Il 72,6% dei
T.O. nazionali prevede, per il 2006, un aumento dei flussi turistici natura e il 27,3%
una stabilità. Per l’anno in corso non ci sono operatori nazionali della domanda organizzata che prevedono un calo dei
flussi per questa forma di turismo. I motivi che spingono a scegliere questo particolare segmento, sono da ricercare principalmente
nel territorio-ambiente che raggiunge, in una scala ideale di riferimento pari a 100, ben 91 indicazioni. Importante anche “relax
e tranquillità” (73%), seguito da “ospitalità” e “conoscenza delle tradizioni culturali,
folcloristiche ed enogastronomiche”, a pari merito con il 18% e, infine, dal bisogno di ritrovare “equilibro e pace
interiori” (9%). Il target di riferimento è rappresentato per il 39,5% da “giovani”, per il 35,2% da
“famiglie” e per il 37,8% dagli “over 65”. Si sottolinea inoltre come aumentano i turisti con capacità di
spesa alta, mentre diminuiscono quelli con media e bassa capacità. Per
quanto riguarda la scelta delle strutture ricettive, gli alberghi risultano la soluzione preferita (30,1). Seguono a una certa
distanza gli appartamenti/case private (21,6), gli agriturismi (14,7%), i bed&breakfast (11,5%), le foresterie, i rifugi,
i bivacchi, gli ostelli (10,8%), i campeggi (5,7%) e, infine, i camper (5,6). Il tempo di permanenza è diverso a seconda
della tipologia delle aree protette: parchi regionali, nazionali e riserve. Il “senza pernottamento” costituisce comunque
la categoria più frequente con il 31,5%, seguita da “un giorno” (28,8%), dal “weekend” (15%) per
finire a una settimana con il 9,9%. Si evidenzia come si consolidano le presenze regionali (55,5%) e nazionali (31,4%).
Si registra, inoltre, una tendenza all’aumento delle presenze extraeuropee.
Il nostro
Paese rappresenta una delle destinazioni turistiche più importanti sia a livello della domanda individuale che di quella
organizzata. “
In un momento come quello attuale, ha dichiarato il prof. Tommaso Paolini, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico dell’
Osservatorio Permanente Ecotur, caratterizzato da una calma piatta, il turismo natura può, da un lato, trainare il fenomeno
turistico generale per farlo assurgere a motore dello sviluppo economico, dall’altro
indicare una strada percorribile e necessaria alle generazioni future per abituarle all’amore per la natura senza il quale
il mondo diverrebbe un luogo veramente inospitale”.
Alessandra Pace
estratto da www.turismoefinanza.it
Ecoturismo: presentato il IV Rapporto Ecotour
Oltre 76 miloni di presenze (di cui il 65% italiani e il 35% stranieri) e 8,14 miliardi di euro di fatturato.
Questi i dati salienti del turismo-natura emersi dal IV Rapporto Ecotour, presentato oggi a Pescara in concomitanza con
la terza Conferenza nazionale sul turismo.
Il turismo legato alla natura vive una stagione di forte crescita. Lo dimostrano le circa 800 mila unità in più
registrate nel 2005 e una crescita complessiva di fatturato del 12,7% rispetto allo scorso anno, laddove
l'incremento generale del turismo nazionale non ha superato il 2%.
“E’ la dimostrazione, - ha detto
in proposito Enzo Giammarino, presidente della Società “In Fiera srl”, promotrice del Rapporto, redatto
dall’Osservatorio Permanente costituito in ambito Ecotur -che la richiesta oggi predominante è quella di un turismo
fuori dagli schemi, non convenzionale, orientato verso paesi e zone rurali ad alto valore ambientale e paesaggistico,
lontane dalle grandi direttrici del traffico internazionale, dove il coinvolgimento della popolazione locale nella fornitura
di beni e servizi è sempre maggiore”.
Dal Rapporto emerge che la domanda individuale e quella intermediata
internazionale risultano influenzate dai parchi e dalla natura italiana. Ne è un esempio il mercato americano per il quale il
turismo-natura è parte assolutamente inscindibile dal pacchetto Italia, tanto che sono ben 34 i tour operator americani, tra
i più importanti, che trattano nei loro cataloghi il prodotto “Parchi e Natura” con un’offerta che interessa
praticamente tutte le regioni italiane.
T
ra le varie tipologie di turismo-natura, il Rapporto passa in esame, tra gli altri, il
birdwatching, il wolf houling, il leaf-watching, il trekking, l’ippoturismo, il cicloturismo, le greenway, nonché
l’agriturismo, i cui dati destano sempre più interesse. Il numero delle aziende agrituristiche autorizzate alla fine
del 2005 era pari a 14.719, con un incremento dell’8,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Gli arrivi
sono aumentati del 2,5%, ma soggiorni più brevi hanno portato ad una diminuzione del numero dei pernottamenti (-3,5%).
Il fatturato complessivo del settore è calato dell’1,6% rispetto al 2004 (806,2 milioni di euro).
Per quanto concerne
in generale la distribuzione dei turisti natura nelle strutture ricettive, gli alberghi e le pensioni rappresentano ancora
soluzione preferita (30,1% nel 2005), anche se in diminuzione rispetto agli anni precedenti (34,1% nel 2004, 42,3% nel 2003,
48,2% nel 2002). Seguono ad una certa distanza appartamenti/case private (21,6%), agriturismi (14,7%) B&B (11,5%), foresterie,
rifugi, bivacchi, ostelli, centri didattici, ecc. fanno registrare, tutti insieme, il 10,8, in aumento di quasi un punto rispetto al
valore fatto registrare nel 2004, i campeggi e i camper (5,7%).
Relativamente alle attività, l’escursionismo presenta
l’indice di gradimento più alto (35,9%), in diminuzione però rispetto al valore (42,5%) fatto registrare nel 2004.
Seguono quelle sportive (29,4%), con il trekking in cima alla lista delle preferenze, seguito dal mountain bike, il birdwatching,
lo sci, l’equitazione e il climbing. Tra le motivazioni che spingono i turisti a scegliere una vacanza a contatto con la
natura, dopo l’escursionismo e la pratica di attività sportive, troviamo il relax (11,7%), la riscoperta delle
antiche tradizioni (8,9%), l’enogastronomia (8,8%) e, infine, con il 5,3% la storia, la cultura, i musei naturalistici,
ecc.
Quanto alle fasce di età, il turista eco-ambientale appartiene alla classe di età “fino a 30 anni”
per il 42,8%, alla classe di età intermedia “30-60 anni” per il 40,2% e alla classe di età “over
60 anni” per il 17%. In riferimento al livello d’istruzione, il 25,1% è in possesso della laurea, il 45,3%
del diploma di scuola media superiore e il 29,6% del diploma di scuola media inferiore.
Circa il tempo di permanenza,
l’analisi mette in evidenza che il “senza pernottamento” costituisce la categoria temporale più
frequente, scelta dal 31,5% degli interpellati, ma in questo caso si deve parlare di escursionisti, che non vengono
rilevati nella quantificazione del dato economico, seguita da “un giorno” con il 28,8%, dal
“weekend” con il 15%, da “una settimana” con il 9,9%, dai “tre giorni” con il 9,2%,
dal “più di una settimana” con il 3,4% e da altre categorie con il 2,2%. L’analisi riferita alla
richiesta dei parchi, mette in evidenzia che le preferenze maggiori vanno, in ordine, al Parco Nazionale d’Abruzzo
e al Parco Nazionale del Gran Paradiso, i due parchi storici italiani, seguiti da quelli del Cilento, dei Monti Sibillini,
delle Cinque Terre, dello Stelvio, delle Dolomiti, del Gran Sasso, del Pollino, della Majella, del Gargano, del Circeo,
della Val Grande, della Sila e delle Foreste Casentinesi. Tra i Parchi Regionali, invece, ai primi posti troviamo quello
dell’Etna, delle Alpi Marittime e quello fluviale del Po.
Il Rapporto è stato illustrato dal Prof. Tommaso
Paolini, dell’Università dell’Aquila, coordinatore scientifico della ricerca, unitamente
all’Enit, all’Istat, alla Regione Abruzzo e alla Fondazione Abruzzo Europa “A. Spinelli”.
“Questo Rapporto - ha detto Giammarino, concludendo la presentazione - l’unico strutturato,
molto più articolato rispetto ai precedenti e con una sezione completamente nuova che riguarda la legislazione vigente
in materia, è un contributo alla comprensione delle metodologie per lo studio delle dinamiche che presiedono allo sviluppo
del nostro sistema turistico, è strumento di analisi, su base annuale, dei valori di questa forma di turismo, sempre più
scelta e praticata da milioni di cittadini, che contribuisce in maniera positiva a preservare, sostenere e sviluppare
l’economia delle destinazioni natura”.
Alessandro Scotti
estratto da www.turismoefinanza.it
TURISMO RURALE IN ITALIA: MERCATO IN CRESCITA
Si è svolta ieri, nell’ambito di Ecotur, la seconda edizione di “L’erba verde del mio vicino”,
Strategie per competere nel turismo. Si tratta di una serie di iniziative promosse dalla società Q110, Officina di Alta Formazione
per il Turismo e l’Innovazione, allo lo scopo di divulgare una cultura del territorio e sulla volontà di “fare sistema”.
Il focus del workshop è stato rivolto al tema del turismo rurale, una tipologia di prodotto in forte espansione. Secondo l’associazione
americana per la conservazione del patrimonio naturalistico del pianeta “Conservation International”, ogni anno, un turista su cinque
sceglie un viaggio-natura con un incremento che varia dal 10% al 30% secondo le aree geografiche. Si tratta di una vacanza all’insegna
dell’osservazione e dell’apprezzamento della natura e delle culture tradizionali. Tale motivazione non esaurisce però tutte
le ragioni che portano un turista a scegliere una vacanza natura. Come ha ricordato il dott.Franco Paloscia, esperto di Comunicazione
Turistica Pubblica, “più che di turismo rurale, si dovrebbe parlare di “turismi rurali”. La domanda è
diversificata è può trovare altrettante offerte variegate: il turismo ricreativo, il turismo attivo, il turismo rurale,
il turismo eno-gastronomico e quello educativo. È necessario sviluppare strategie di marketing del territorio che tengano conto
delle attese del cliente in termini di qualità dei servizi”. L’Italia, a differenza di altri Paesi non è riuscita
ancora a realizzare un coordinamento delle politiche del territorio a favore del turismo con il risultato di essere scesa al quinto posto
in termini di ospiti. Come ha ricordato Paolo Morelli, esperto di marketing strategico della Boston University, “l’Italia non
ha un’immagine forte eppure il nostro Paese ha un patrimonio culturale, storico e naturale unico al mondo. Le cause, sono varie: dalla
carenza di strumenti di pianificazione, alla frammentazione amministrativa che impedisce interventi a carattere sistemico”.
Un’eccezione sembra essere la regione Abruzzo. Tommaso Paolini,
docente di economia del turismo all’Università dell’Aquila, ha sottolineato le performance della Regione,
in controtendenza rispetto a quelle nazionali. Nel 2005, gli arrivi sono cresciuti dell’8,3%, mentre le presenze del 5,7%.
Nella provincia aquilana gli arrivi esteri hanno registrato un incremento del 5,3%, le presenze estere hanno subito un decremento del 5,8%.
Il peso della componente estera risulta quindi pari al 7,1%. Da qui la necessità di attuare
iniziative promozionali, pubblicitarie e di marketing verso paesi potenziali generatori di flussi. Bene anche gli arrivi e le presenze negli
alberghi, cresciute rispettivamente del 6,4% e del 4,7%. Per quanto riguarda le strutture ricettive complementari, gli arrivi sono aumentati
36,1% e le presenze del 16,4%.
il turismo rurale può rappresentare la carta vincente per le zone maggiormente svantaggiate e costituire uno sviluppo legato alle risorse interne e
alla capacità di ognuno di investire in un progetto competitivo che può rappresentare la chiave di ripresa del turismo italiano e dell’economia
nel suo complesso.
Alessandra Pace
estratto da www.turismoefinanza.it
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